Le origini del paese

Esteso su un territorio di oltre 2.200 ettari di superficie e situato a 55 metri s.l.m., Trepuzzi (distante dal mare Adriatico circa 13,5 e dal mare Ionio 28 km) evoca nel suo toponimo un esplicito riferimento ad un elemento importante: l’acqua.

E questa interpretazione dell’etimo “Trepuzzi” rimanda alla comune memoria dell’esistenza in una specifica zona del paese di tre pozzi (Largo Margherita), i quali sono riportati come figure araldiche nello stemma civico, ma anche alla locuzione “tre pozzi” presente sulla più antica cartina regionale (1567).


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G. Marciano, con molta fantasia, collega il nome al più antico agglomerato sorto nei pressi della cappella di San Michele Arcangelo: il luogo probabilmente avrebbe preso il nome di “Tripudium”, a seguito della particolare vivacità che avrebbe caratterizzato le celebrazioni della festività del Santo.

G. Arditi ritiene che «in questo luogo esistevano anticamente parecchie ville e tra mezzo una chiesetta sacra a San Michele Arcangelo presso la quale i coloni ed i villeggianti convenivano nel dì della festa (29 settembre) e facevano per allegrezza gazzarra e baccano».

Mario Palma ritiene che il termine “triputeanam”, utilizzato dal Galateo per denominare la villa di sua proprietà nel feudo di Trepuzzi, ha una radice che ben si ricollega alla interpretazione del Marciano più che a quella dei tre pozzi.

C. De Giorgi afferma che «all’interno dell’abitato, in uno spiazzo che fiancheggia la via provinciale Lecce-Brindisi, esistono tre pozzi comunali dai quali prende il nome il paese. Essi attingono l’acqua dalla falda freatica ad una profondità dai sette ai dodici metri».

S.A. Elia, rielaborando le su accennate teorie, distingue due differenti nuclei abitativi: uno situato intorno alla cappella di San Michele Arcangelo e probabilmente frequentato da pastori longobardi (ipotesi successivamente avvalorata dalla scoperta delle tombe venute alla luce nei primi anni ^60 nei pressi della chiesa) e l’altro nel centro storico dell’attuale paese, sorto forse successivamente. Solo l’espansione urbanistica del XX secolo sarebbe poi riuscita, secondo Elia, a ricongiungere i due nuclei. La sua ipotesi ci trova d’accordo sulla doppia valenza: sia dell’etimologia del nome che lo voleva luogo di pascolo prima, tripudio poi; sia in quella di borgo contenente i “tre pozzi”. Non dimenticando che il territorio era a ridosso del “paretone (o limitone) dei greci” che divideva gli insediamenti longobardi da quelli bizantini, ed era sotto l’influenza di entrambe le culture.

Si ritiene che Trepuzzi sia sorto come piccolo borgo tra il 1157, data che ricorda la distruzione da parte di Guglielmo I, detto il Malo, di numerosi casali a nord di Lecce (Firmigliano, Terenzano, Afra, ecc.), e il 1190, data che può essere considerata come il primo momento della storia del paese. Infatti è di quell’anno il documento con cui Tancredi, nominato conte di Lecce, fa dono di alcuni casali al vescovo Fulgo Bello e nel quale viene riportato il termine di Trepuzzi.

Però ci vogliono secoli, prima che il paese assuma l’attuale assetto urbano e sono le costruzioni più antiche (inizi del XVII secolo) del centro storico a suggerirlo.